Lecce e Acaya come mete per le tue vacanze.

Il Salento è una terra dalle tradizioni molto antiche in cui sono presenti tracce delle dominazioni di popoli con culture diverse.

I

n questi luoghi infatti convivono ancora l’arte longobarda, bizantina, angioina e turca. L’architettura barocca si fonde con i resti greci e romani, le antiche fortificazioni e le strutture dei vicoli turchi si incontrano con la maestria degli scalpellini, dando vita a città e borghi eleganti e raffinati.

Lecce, la Firenze del sud.

Lecce accoglie il visitatore con la sua caratteristica eleganza che ha nel centro storico il livello più elevato del barocco seicentesco.

Tutte le rifiniture degli antichi palazzi leccesi sono il frutto della maestria degli artigiani salentini che lavorano l’antica pietra leccese. Questa è una roccia calcarea che in dialetto è detta “leccisu” e permette di creare con precisione figure di rara bellezza. La pietra ha un colore che varia dal bianco al giallo e, con il tempo, diventa di colore ambrato aumentando anche la sua durezza.

Lecce ha meritato, per il suo stile elegante, l’appellativo di Firenze del sud e piazza del Duomo è il salotto della città. Il Palazzo Vescovile e il Palazzo del Seminario segnano il perimetro della piazza che è il simbolo dell’architettura barocca.

Lecce però è stato anche un insediamento romano, l’antica Lupiae.

In piazza Sant’Oronzo convivono i diversi tratti architettonici della città quindi l’arte romana e quella barocca.

Una parte dei resti dell’Anfiteatro di epoca romana sono infatti di fianco alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e del Palazzo del Seggio che sono espressione del barocco.

L’altra parte dell’Anfiteatro è sotto le fondamenta della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, un vero esempio della stratificazione architettonica. Poco distante da piazza Sant’Oronzo si trova la seicentesca Basilica di Santa Croce, anch’essa arricchita dalla preziosa abilità dei maestri scalpellini.

Il borgo di Acaya.

Il Salento ha anche borghi di piccole dimensioni che sono veri gioielli di arte e di storia e tra questi c’è sicuramente Acaya.

Questa è una frazione di Vernole e si trova a 10 Km da Lecce. Il paese deve il suo nome a Gian Giacomo dell’Acaya che fu feudatario del posto e fece costruire le mura fortificate del castello.

Proprio questa particolarità fa del borgo una città-castello perfettamente conservata. Il castello infatti con i suoi torrioni e i cordoni in pietra doveva servire a proteggere la zona dalle continue incursione turche. Con il tempo altre famiglie feudatarie hanno gestito la cittadina e, quando i saraceni sono riusciti ad espugnarla, hanno deciso di non distruggerla, lasciando così inalterato il suo fascino.

Il centro storico ha una sola porta di ingresso che in passato serviva a difendere più facilmente la fortezza. Alla cima della porta c’è una statua di Sant’Oronzo, che rappresenta un chiaro riferimento alla protezione divina contro gli attacchi dei nemici.

Il castello è rappresentativo dell’epoca feudale ed è collegato alla terraferma tramite un unico ponte. Un camminamento sulle mura consentiva un controllo continuo degli eventuali attacchi nemici.

Inoltre si può anche individuare una zona a nord della struttura in cui i vassalli svolgevano attività indispensabili per la famiglia che abitava il castello. Il borgo ospita anche la Chiesa Parrocchiale di Acaya che è di epoca tardo romanica. Gli abitanti del borgo sono molto legati alle proprie tradizioni.

Il primo venerdì di marzo fanno un mercato istituito nel XV secolo per la vendita dei prodotti artigianali e gastronomici che contraddistinguono questa terra. Ad Acaya si trova anche il più importante e grande circolo di Golf di tutto il Salento. Ben 18 buche, immerse tra gli ulivi e la macchia mediterranea, in uno scenario davvero mozzafiato.

Per chiunque volesse maggiori informazioni può visitare il sito ufficiale dell’Acaya Golf Club: www.acayagolfclub.com.

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L’artigianato locale.

Le abilità artigianali si ritrovano nelle botteghe in cui si realizzano figure di cartapesta che richiamano la tradizione.

Altri invece modellano la ceramica con tecniche molto antiche. Questa lavorazione, infatti, ha le sue origini nelle colonie della Magna Grecia e oggi, accanto a vasi e piatti, si realizzano anche i pupi, che sono i personaggi che popolano il presepe a Natale.

L’arte della Grecia dunque si è fusa con la religione dando origine a presepi di rara bellezza.

Accanto a questa produzione ci sono poi i filati, i preziosi ricami che arricchivano i corredi delle famiglie più ricche del Salento. Questi sono ancora oggi un prezioso esempio di artigianato locale che tiene viva non soltanto la tradizione, ma anche l’economia.

Il Salento promuove anche la cultura contadina, valorizzando ad esempio l’antica Taranta, una danza che secondo la tradizione, è nata per contrastare il veleno dei ragni che popolavano i terreni.

È stato ideato infatti un festival itinerante dedicato a questa danza che tocca i borghi salentini più rappresentativi. Il festival ha avuto il merito di fare nascere molte scuole di ballo tradizionale, dando nuova linfa vitale alla cultura musicale di un popolo.

La valorizzazione della cultura contadina ha radici profonde nella gastronomia locale. La terra offre prodotti dal sapore unico, tra cui la moltitudine di verdure, dai colori accesi e dal gusto deciso, l’olio, le mandorle, i formaggi, i ricci di mare e il pesce azzurro che viene consumato anche crudo. Un sushi tutto italiano che conferisce un carattere particolare alla gastronomia locale.

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