Facebook, la visione del futuro è tremendamente antisociale.

La nuova piattaforma VR del social permetterà agli utenti di incontrarsi in uno spazio virtuale.

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bbiamo trovato un articolo scritto da James Titcomb di The Telegraph che ha assistito alla presentazione di Facebook Spaces: “Sembrava interessante”, dice il giornalista, “finché non ho visto Spaces in azione.”
E’ molto “spaventato” e definisce questa novità come “orribilmente antisociale”. Vi riportiamo una parte dell’articolo.

Da qualche parte, nel futuro.

“Siete a casa, seduti sul vostro divano e sentite un umano bisogno di interazione sociale. In passato, avreste usato i social media, un messaggio WhatsApp ad un amico o addirittura una telefonata. Ma è tutto così vecchio ora.

A questo punto, indosserete un visore di realtà virtuale e inizierete a chattare con una versione digitale del vostro amico, che magari è seduto sul suo divano dall’altra parte del mondo, ma che indossa il vostro stesso visore. Non c’è bisogno di vestirsi o farsi belli: sarete entrambe rappresentati da un avatar.

Questa è l’idea che c’è dietro “Facebook Spaces” la nuova esperienza social VR svelata da poco dalla compagnia. Gli utenti indosseranno l’Oculus Rift, creeranno una rappresentazione di loro stessi e si troveranno in un ‘enviroment’ con amici o parenti.

‘Passare del tempo con amici e famiglia crea la maggior parte dei nostri ricordi più significativi, ma non è sempre possibile essere fisicamente vicino alle persone a cui vogliamo bene. Qui entra la magia della realtà virtuale.’ Queste le parole di Zuckenberg.

La demo di Spaces inizia con il primo personaggio, Jack, che indossa il suo Oculus Rift nella sua cucina ed inizia a chattare con sua sorella, Diane, sorvolando un’ isola paradisiaca virtuale. I due avatar poi si salutano appena Diane riceve un’altra chiamata VR dalla sua amica Melissa.
A questo punto, Diane mostra una preview in realtà virtuale del suo appartamento – “E’ bellissimo, nessun compagno di stanza!” – prima di un altro cambio di scena.

Il finale, in un vortice depressivo degno di Black Mirror, ci rivela che è il compleanno di Melissa, quindi i tre amici festeggiano in un parco dei divertimenti nel cyberspazio con palloncini virtuali, prima di postare un selfie virtuale su Facebook.

Ecco il video di presentazione di Facebook Spaces.

Nel video sono inserite, ad intermittenza, scene dei reali protagonisti a casa che indossano l’equipaggiamento VR: Diane a gambe incrociate sul letto e Melissa che festeggia il compleanno da sola alla scrivania, reggendo un selfie-stick.

Il più grande social del mondo è spesso accusato di renderci meno interattivi: invece di comunicare faccia a faccia, algoritmi additivi ci tengono incollati allo schermo, costruendo una versione artificiale della nostra vita reale. Facebook Spaces è la logica conclusione di questo: una pretesa ininterrotta di interazione senza una goccia di autenticità. Facebook ha investito il suo futuro sulla realtà virtuale, ma l’implementazione sembra decisamente antisociale.”

Questa è ovviamente l’opinione del giornalista che ha redatto l’articolo.
Noi crediamo che la realtà virtuale, così come tutte le novità che ci sono state in questi ultimi anni, sia un passo avanti della tecnologia che potrà cambiare il modo in cui vediamo ed interagiamo col mondo esterno.
L’idea di poter incontrare i nostri amici lontani (anche se virtualmente e sotto forma di avatar) e poter sedere al banco virtuale di un bar virtuale a bere una birra virtuale ci stuzzica molto. Se poi questo diventa l’unica forma di interazione con loro allora sì, diventa un problema. Come in svariati ambiti, è sempre l’uso che se ne fa a fare la differenza. E noi preferiamo intraprendere un viaggio, magari con le nostre camere a 360°, per andare a trovare fisicamente i nostri amici e bere con loro una birra reale.
La decisione spetta sempre a noi (esseri pensanti) e non ad un qualsiasi algoritmo.

Se volete leggere l’articolo originale seguite questo link.

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