Cosa vedere a Napoli | Il Cristo Velato

L’opera d’arte più bella della storia? Forse è il Cristo Velato.

U

no dei posti più ricercati e apprezzati del nostro paese è senza dubbio nel cuore della città di Napoli, nel pieno del centro storico partenopeo. Le cronache di mezzo mondo normalmente offrono le foto del Lungomare della città, di Piazza del Plebiscito, ma la principale attrattiva partenopea non può che essere il Cristo Velato. Lo sanno bene i commercianti del centro o i tanti napoletani del centro storico, troppo spesso costretti a rispondere alla fatidica domanda di migliaia di turisti: “Dov’è il Cristo Velato?”

Rendiamo il tutto subito più chiaro: siamo nel cuore del Centro Storico di Napoli, a pochi passi dal Duomo e da Piazza San Domenico Maggiore, vicini ai migliori ristoranti del centro. Il Cristo Velato, e la Cappella che ne ospita la scultura, rappresentano il cruccio dei tantissimi turisti che affollano la città partenopea. Code interminabili. Tutte per apprezzare quella che è a pieno titolo una delle opere maggiormente avvolta dal mistero dell’intera città.

Il Cristo Velato e la Cappella Sansevero

Nonostante la Cappella Sansevero (e l’omonimo Museo) di fatto offrano una quantità immane di opere di altissimo pregio, è il Cristo Velato a rappresentare l’opera di punta dell’intera struttura. Ogni giorno interminabili code costringono migliaia di turisti ad un’estenuante attesa per la visita alla Cappella e all’opera di maggiore pregio dell’intera struttura.

Opera di Giuseppe Sanmartino, la fama del Cristo Velato è legata, per ragioni quasi ovvie, alla leggenda del velo. In realtà è la storia di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, ad attirare migliaia di turisti, ogni anno. L’opera di Sanmartino raffigura il Cristo coperto da un velo completamente aderente al corpo, un velo che lascia trasparire tutta la sofferenza del Redentore negli attimi immediatamente successivi alla Crocifissione.

Il velo (elemento preponderante dell’opera) lascia trasparire tutta la potenza del Cristo e, contemporaneamente, la sofferenza del martirio cui fu sottoposto Gesù prima della Crocifissione. La notorietà dell’opera, nonostante la straordinaria maestria, è legata all’attività del suo committente. Si narra che Raimondo di Sangro, noto alchimista, avrebbe provveduto a realizzare il velo con la tecnica della calcificazione del tessuto, rendendo l’opera più che frutto di scultura, esempio di uno straordinario processo di marmorizzazione.

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